PRA, ad Prata Veituriorum, com.
nel mand. di Voltri , prov. dice. e div. di Genova. Dipende dal senato, intend. gen. prefett. ipot. di Genova, insin. e posta di Voltri.
Il dotto abate Spotorno considerò questo villaggio siccome uno dei più notevoli della provincia di Genova.
La strada provinciale, che spiccandosi dalla via regia, mette a Savona, passa per Cornegliano, Sestri, Pegli, Pra, Voltri ed Arenzano, giungendo al torrente Leirone, che divide la provincia di Savona da quella di Genova. Questa strada si va migliorando, e ve n'era bisogno grandissimo.
Qui vuolsi osservare che da Voltri , capoluogo del mandamento, in cui Pra è compreso, insino a Genova, tratto di dieci miglia comuni, si vede un caseggiato continuo; cosicchè la grossa terra di Voltri è il fine di un borgo, che ha cominciamento a Genova, cioè alle porte della Lanterna.
La pesca, che i terrazzani fanno nel vicino mare, si è principalmente quella delle alici, e delle sardelle; di queste, e di altre specie di pesci, di cui fanno buone prede, esercitano un attivo commercio di qualche rilievo: sul territorio di Pra scorrono due piccoli rivi, denominati uno Branega, e L'altro Foce: tragittansi entrambi col mezzo di ponti in pietra, hanno le loro sorgenti nelle vicine montagne.
I prodotti delle bestie bovine, e delle lanute vi sono di poco rilievo; perocchè esse non vi si mantengono, se non in quel numero che è rigorosamente richiesto dai bisogni dell'agricoltura.
Scarse sono le ricolte. dei vegetabili, ad eccezione di quelle cui forniscono i vigneti, ed i prati.
In Pra si costruiscono navi da commercio, e cordaggi ad uso marittimo; ma da qualche tempo vi cominciano languire siffatte manifatture.
Insignita da più secoli dei titolo di Plebana è la chiesa parrocchiale di questo comune, dedicata a M. V. Assunta in cielo: evvi una collegiata, ora composta di sei canonici.
Vi esistono sei palazzi di villeggiature. Non essendovi alcuno spedale, i malati poveri di questo comune sono trasportati negli ospedali di Genova, in cui vengono accolti mediante il pagamento di diciotto lire al mese.
Le malattie, a cui gli abitanti vanno più soggetti , sono le infiammatorie.
I fanciulli vi hanno il comodo di una pubblica scuola elementare.
Si usano ancora gli antichi pesi, e le antiche misure di Genova.
Gli abitanti sono di complessione vigorosa, di pacifica indole, e di mediocri disposizioni intellettuali.
Cenni storici.
II primitivo nome di
Prata, ch'ebbero questo luogo, e parecchi altri paesi d'Italia; fu, secondo i diversi dialetti, alterato, massime nella desinenza.
I terrazzani di questo villaggio, per ripararsi dagl'insulti dei saraceni, che orribilmente manomettevano quella spiaggia, si erano edificato un castello, il quale fu sibbene distrutto, ma funne eretto un altro sopra. una roccia verso levante sulla spiaggia del mare: siffatto castello è tuttora munito di due cannoni, e guardata da un sergente de' cannonieri del corpo guarda batterie.
Sui monti, che si adergono in questo comune, stanziarono nelle passate guerre alcuni corpi di truppe, ma non mai vi accadde alcun fatto d'arme.
Nella campagna del 1746, passarono per questo territorio eserciti tedeschi, francesi , e spagnuoli; e nel 1800 vi ebbero frequenti passaggi ora di galliche schiere, ed ora di truppe alemanne.
Popolazione 3670.
Estratto da: Casalis, vol. XV, pp. 704-706
MELE (Melae),
com. nel mand. di Voltri, prov. dioc. e div. di Genova. Dipende dal senato, intend. gen. prefett. ipot. di Genova, insin. e posta di Voltri.
Giace tra elevati balzi: guarda tramontana: è distante due miglia da Voltri.
Nella direzione da ostro a borea vi passa una strada comunale, che pel corso di quattro miglia piemontesi conduce insino alla sommità del monte Giovo, accennando al comune di Masone.
Il territorio è bagnato da tre torrenti, cìoè dai Gorsexio, dal Biscassa e, dall'Acquasanta, che hanno le fonti sul Giovo, discendono da tramontana a mezzodì, ed al confine di questo comune si uniscono insieme, formando il fiumicello Leira che va a scaricarsi nel mare: le acque del Leira contengono buone anguille.
I balzi onde il luogo di Mele è coronato, sono di accesso difficilissimo nell'inverno per causa della grande quantità di neve che per lo più cade sovr'essi: sul finire della primavera del 1744 passovvi una colonna di austriaci: e nel 1800 un altro corpo di truppe dell'Austria ivi azzuffossi con un corpo di truppe francesi. II monte Martino, che è uno dei più elevati monti di quella contrada, sorge a levante di Mele.
A poca distanza, a maestro, dall'abitato, e a due miglia circa a tramontana da Voltri , evvi una cava detta di Mele, che contiene scisto talcoso, bigio-nericcio, rilucente, compatto, durissimo, e che sfavilla alcun poco sotto l'acciarino: fonde difficilmente al cannello in uno smalto nero: racchiude spesso dei noccioli e venule quarzose. Coltivasi come pietra da scalpello, suscettiva soltanto di un rozzo pulimento; e per le molte fessure, che dividono irregolarmente questo scisto, riesce difficile ottenerne saldezze o pezzi regolari di certa mole: questa roccia abbonda nei dintorni di Voltri , ov'è in più luoghi scavata ad uso di fabbrica: ma quella di cui parliamo è di qualità molto migliore dell'anzidetta.
I maggiori prodotti in vegetabili sono il fromento, i marzuoli, le uve, le castagne ed il fieno. Si mantiene quel numero di bestie bovine che richiede l'agricoltura.
Sono assai rinomate le cartiere di questo paese, nelle quali si occupano di continuo più di mille operai: i prodotti di queste fabbriche si smerciano in Genova; donde vengono spediti in ogni parte d'Europa.
La chiesa parrocchiale è sotto il titolo di s. Antonio abate venne costrutta sul principio del corrente secolo: ne diede il disegno l'architetto Cantone.
Evvi un oratorio adorno di quattordici quadri rappresentanti la vita di s. Antonio abate, i quali sono del pennello del Ratti.
Le principali solennità vi sono l'Ascensione del Signore; l'Assunta, ed il Transito di. s. Catterina da Genova, che si ,celebra il 14 di settembre.
Evvi un palazzo spettante al marchese Centurioni.
Gli abitanti sono robusti e pacifici: si applicano in parte alla fabbricazione della carta, e in parte ai lavori campestri.
Popolazione 2492.
Estratto da: CASALIS VOL X pp. 316-18